Battisti - Panella: da Don Giovanni a Hegel
 

2 Giugno 2016

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I vertici del triangolo della canzone registrata convergono nell’io cantante. Autore, cantante e ascoltatore s’immedesimano in egual misura in quest’unico “io” narrante, annullandosi a vicenda.

Quelle di Panella, come quelle di Mogol, sono canzoni scritte e cantate da uomini mentre il “tu” è sempre una lei.

Anche nelle canzoni sentimentali del primo periodo “lei” era comunque sempre la stessa? Quel “tu” della canzone nel quale si immedesima l’ascoltatore di sesso femminile.

Come la risultante di una sottrazione matematica per la quale cantante, autore e ascoltatori valgono zero, esiste solo l’ascoltatrice, colei che sola nella sua stanza mette il disco sul piatto.

Nelle intenzioni di Panella i due termini io/tu della canzone decostruita sono forse "Caroline" e "l’uomo nero", ovvero l’autore e la singola ascoltatrice, come unico residuato della riduzione del fenomeno della canzone?



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