Battisti - Panella: da Don Giovanni a Hegel
 

  15 Ottobre 2015

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In “Specchi opposti” (secondo brano de L’apparenza) che cosa annuncia quel ronzio d’insetto? 

Per il cantante il fruscio della puntina sul vinile è la ripetitiva avvisaglia che qualcosa sta per accadere di nuovo: il suono segnala che sta per ricominciare «l’intronata routine del cantare leggero l’amore sul serio».
Il testo esprime apparentemente le difficoltà di un approccio di tipo sentimentale: l’io della canzone è distolto dalla realtà, distratto come chi è in balìa di una metaforica giostra emotiva.
Ma questa immagine di una piattaforma circolare che, azionata meccanicamente, gira su se stessa al suono di musichette vivaci, evoca perfettamente la rotazione di un ellepì sul piatto di un giradischi.

Come in "Caroline e l’uomo nero" (del 1983), il cantante riposa metaforicamente nel disco fino a quando l’ascoltatrice non si dà da fare intorno al macchinario per attivare la canzone.
L’uomo nero giace annoiato tra i solchi de vinile, indifferente nei confronti di tutto ciò che lo circonda, finché qualcuno non poggia la puntina sul disco:

«Ero distratto / tu ti davi da fare / e non c’eri affatto / oppure ti muovevi / con un ronzio d’insetto / che mi assopiva».

È il fruscio della puntina nei primi secondi di rotazione, a risultare come un fastidioso brusio che scrolla il cantante dal torpore.
Ma a lungo andare il ronzio, questo «ciclico avvertimento», invece di tenerlo sveglio, lo assopisce...


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