Battisti - Panella: da Don Giovanni a Hegel
 

14 Settembre 2016

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Piccolo saggio sulla canzone del dis-amore

Lo scopo del libro è anche quello di valutare l’esito dell'impresa tutta panelliana che dopo il rifiuto iniziale di Battisti di cantare d’amore si risolve formalmente assumendo attraverso altri interpreti quali Giuseppe Mango, Amedeo Minghi, Mike Francis (e molti altri) l’amore come unico argomento possibile della canzone.

La carriera di Panella prenderà infatti una piega per alcuni versi sorprendente poiché, a un primo ascolto, poco o nulla sembra accomunare i testi sanremesi di Amedeo Minghi (o le liriche smielate dell’opera musicale di Riccardo Cocciante) alle “impennate” del suo passato battistiano.

Esattamente dieci anni dopo le canzoni del disamore di “Don Giovanni”, Panella porterà a termine il suo progetto di riforma della canzone sentimentale scrivendo per Amedeo Minghi un intero album intitolato “Cantare è d’amore” (1996) nel quale, appunto, la messa in scena del discorso amoroso si presenta come l’unica degna d’esser cantata.

Nonostante la forte matrice avanguardistica dei bianchi e il loro spirito di contraddizione con la tradizione canora sentimentale, i testi degli album del sodalizio con Battisti lasciano già intravedere i segnali di questa sorprendente evoluzione artistica di colui che sin da subito si era posto come obbiettivo esistenziale e artistico di essere autore dell’intimità.  


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