Battisti - Panella: da Don Giovanni a Hegel
 

8 Novembre 2016

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Battisti-Panella: LSO, 1990

Lato A

Lo scenario di questo terzo capitolo sembra essere le quattro mura del focolare domestico. L’album si apre con la descrizione di una lotta dei cuscini fra due amanti in camera da letto (Tu non ti pungi più). Ma il sonno della sposa occidentale sembra tormentato dal ricordo di un amante. Il brano successivo allude, infatti, a un incontro clandestino (Potrebbe essere sera) che dovremmo forse interpretare come un ricordo, o piuttosto come il contenuto di un sogno di colei che ha smesso di pungersi con l’amo della parola «amore»: ovvero, di provare un sentimento utilizzando il verbo amare alla prima persona...
Al risveglio, la mattina seguente, lei guarda nel posto accanto e come se nulla fosse ripete al suo compagno la misura di quanto lei lo ami (Timida molto audace). Ma la sposa occidentale ama di più le cose che ciò che esse rappresentano come doni. Sono i simboli materiali e immateriali del sentimento (i doni e le parole d’amore) ad essere l’oggetto prediletto di queste canzoni. Anche lui (lo sposo occidentale), l’io cantante, ha perso il senso della realtà nel dichiararle la misura del suo amore: lui pensa a dei regali esagerati promettendo mari e monti perché le parole hanno perso il loro senso e tanto lui non passerà mai all’atto (La sposa occidentale).

Lato B

In apertura del secondo lato è ancora l’espressione «amore mio» che durante un noioso pomeriggio di lettura le esce distrattamente di bocca come un piccione viaggiatore che porta noiosi e vuoti messaggi d’amore (Mi riposa). La parola «amore» può, infatti, sempre ritornare sulle labbra grazie alla ragione che tenta di rivivere l’innamoramento, anche se le emozioni non scorrono più sotto la pelle (I ritorni). Il penultimo brano allude all’unico momento in cui la sposa si lascia andare: il momento di massima intimità con se stessa, quando i movimenti del suo corpo si ripercuotono intorno a lei facendo cadere gli oggetti, tradendo la sua eccitazione autoerotica. A conclusione di quest’album straordinariamente omogeneo, gli sposi si ritrovano a ricordare entrambi la scena del loro primo abbraccio ma da punti di vista radicalmente opposti (Campati in aria). Gli sposi occidentali sono «campati in aria» perché compongono un’unione priva di fondamento, come un quadretto sospeso nel vuoto.

A dare continuità a queste canzoni è il filo rosso dell'amo, il verbo «amare» coniugato alla prima persona del singolare, la parola d'amore che ha smesso di funzionare perché si è svuotata del suo senso...



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