Battisti - Panella: da Don Giovanni a Hegel
 

13 Gennaio 2016

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Ringrazio Ciro Marciano per il rinvenimento di questo breve filmato nel quale Pasquale Panella sembra ripensare agli album da lui "parolati" paragonandoli a delle scatole nelle quali ci sono delle cose, le canzoni (Le famose cose che pensano).


Trascrizione:

«Queste nostre scatole aperte dopo tanto.
Cosa c’è dentro?
Sappiamo e non sappiamo, ricordiamo e non ricordiamo.
Nel chiuso delle scatole è tornato ciò che cambia da lontano, tornandoci vicino.
È cambiato l’uso, la misura e l’uso.
Ossia la nostra interpretazione opportunista della vita delle cose.
E che possiamo dire? Che il tempo sia passato?
Quasi, quasi. Quasi ma non è così tutto ciò che resta, legato al tempo dalla vita a quel tempo.
E tutti noi, non diversamente dai cucchiai, diamo la vita.
Diamo la vita al tempo.
Le cose non cambiano anzi, diventano elusive come un utensile che si ribella all’uso ma secondo una interpretazione paziente della rivolta.
Cos’altro possiamo dire? Che le persone possano diventare cose?
Cose nelle scatole?
Oh sì, sì. Finalmente sì, fosse così ma…
Ma finché così non è, voi non sapete cosa vi perdete.
Credete che sia il tempo quello che avete perso e invece è un'altra cosa.
Io sono una scatola, ho amato ciò che ha toccato il mio fondo.
»


Impressioni:

«Che le persone possano diventare cose»

Anche le persone possono diventare delle canzoni?
Le persone nelle scatole come si vede nel video: un panella inscatolato in una confezione pronto per essere esposto sullo scaffale di un supermercato.
Le canzoni sono merci e il cantante, colui che sul disco (la scatola) ci mette la faccia, è anch'esso in vendita. Questo vuol dire toccare il fondo?
Ma qual'è il fondo delle cose, il fondo delle canzoni?
Il tempo passato non è tutto ciò che abiamo perduto, è un'altra cosa.
Qual'è? Come una scatola che contiene delle cose (le canzoni? )Panella ha amato ciò che ha toccato il proprio fondo, di se stesso. Le sue canzoni, gli ascoltatori, Lucio Battisti?




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